Hera a Paestum
Capaccio, punto di partenza dell'itinerario della Magna Grecia
Nel territorio di Capaccio, città costiera del Tirreno che si estende dalla Piana del Sele ai versanti del Monte Vesole, oltre al sito archeologico eccezionale di Paestum sono presente alcune realtà archeologiche di grande interesse come il santuario di Hera Argiva o Capodifiume. Il monte Soprano che domina la pianura del Sele è un importante sito naturale oltre ad avere permesso agli abitanti della zona di trovare riparo nelle zone di alture quando la pianura non era più vivibile.
![]() |
“A nordest dell'area archeologica di Paestum, l'estrema propaggine calcarea del monte Soprano, al termine di una lunga cresta montuosa, si immerge nella pianura del Sele. E' il luogo in cui sorse l'antica Capaccio, di cui è ancora possibile vedere le tracce, e dove sorge tuttora il santuario della Madonna del Granato che domina la pianura pestana dal crinale del monte di Capaccio Vecchio, vicinissimo al riparo sotto roccia frequentato nel paleolitico, al culmine di uno spazio adiacente al villaggio scomparso.
Capaccio vecchio fu città importante e sede vescovile fino al 1248, anno in cui fu distrutta da Federico II; gli abitanti ripararono così nel vicino villaggio che diventerà l'attuale Capaccio. Dell'antico castello espugnato nel XIII secolo restano ruderi ben visibili sulla prominenza rocciosa che domina il sito.
Davanti all'ingresso della cattedrale sono ben visibili i resti di una chiesa pre-romanica a tre absidi, al centro di un complesso simile a quello della Basilica Paleocristiana di Paestum. La cattedrale romanica del XII secolo, restaurata nel XVIII e recentemente, ha tre singolari navate in pendenza, con un'abside tricora al culmine della salita, e contiene un notevole pulpito di marmo risalente alla fondazione del tempio, oltre a dipinti della stessa epoca; in essa è venerata la statua della Vergine col melograno , messa in stretto rapporto con l'Hera pestana per l'evidente rassomiglianza iconografica.”
Testo tratto da : "Il Parco del Cilento, paesaggio vivente", Anzani G, Laureano P., Nicoletti D, Maurano C., Ed.: Electa Napoli, 1998.
