Forte Sant'Andrea
1) Presentazione
Il Forte di Sant’Andrea, chiamato così dall’omonimo convento sorto nell’isola della Certosa nel lontano 1199, ha origini antichissime. Già nel ‘400 si parlava di una torre fortilizia in legno fronteggiante il più antico Castelvecchio di San Nicolò del Lido.
Nel 1535 all’architetto veronese Michele Sanmicheli venne affidato l’incarico di compiere uno studio della laguna, con particolare attenzione per Lidi e Bocche del porto .
In una relazione che venne letta al Consiglio dei X il 21 gennaio 1535, circa il sistema difensivo, esponeva la grave situazione che aveva rilevato, richiamando l’attenzione sull’urgente necessità di aumentare la protezione all’ingresso del Porto di Lido.
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Egli propose di costruire due nuovi castelli dall’una e dall’altra parte del porto e di chiudere con una catena tesa tra i due fortilizi, permettendo di tenere sotto il tiro delle artiglierie chiunque tentasse di superarli, e si riservava di indicare con disegni e modelli come avrebbero dovuto essere realizzate le due costruzioni.
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Molte persone furono chiamate per dare un giudizio sul progetto: Capitani di guerra, periti, architetti, intenditori di opere difensive.
Per alcuni la costruzione non era necessaria. Tra questi, Francesco Maria I della Rovere , Duca di Urbino, il quale, di fronte al Consiglio dei X, sostenne che: “ troppo simili a rocche – erano le proposte del Sanmicheli – paurose nei confronti del nemico, una presenza ostilmente vigile per i cittadini”.
I due castelli , secondo i detrattori del progetto, erano poco efficaci in caso di guerra e in epoca di pace sarebbero risultati dannosi all’immagine della città, culla di libertà e diritti civili. Se si fosse deciso di farli, “ si costruissero almeno – raccomandava il Duca – forti dalla parte del mare e deboli o inesistenti dalla parte di terra”.
Pochi giorni prima della fine della Repubblica, una nave da guerra francese, la "Libératum", tentò di forzare il blocco del canale - che nei momenti di pericolo veniva chiuso con una catena dal forte al Lido - ma fu affondata, colpendo a morte il comandante Lauger. Forse per questo motivo Napoleone pretese, nelle condizioni di resa, la consegna del comandante del Forte di Sant'Andrea, Domenico Pizzimano. Il forte cadde successivamente nelle mani degli austriaci e l'imperatore Francesco d'Austria, parlando dell'isola, proclamava: "Abbiate a cuore e conservate questo bel movimento: opere simili non si fanno più".
Negli anni seguenti, invece, il forte ha subìto un processo di forte degrado: l'estrema cannoniera a Nord rischiava di scivolare in acqua a causa del moto ondoso. Negli anni Cinquanta questa ala nord si staccò dal corpo centrale e scivolò per diversi metri in laguna...
Nel 1986 attraverso finanziamenti statali il Magistrato alle Acque di Venezia avvio un grosso restauro.

